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ciao Marco

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uno strano paragone mi viene in mente pensando alla caparbietà dei piloti di moto che cominciano la loro carriera di categoria in categoria 125, 250, 500, motogp che hanno nel voler dimostrare il loro valore. Ed anche alla loro fragilità nell’assemblare tutti i requisiti per una carriera giusta e cioè con più risultati e meno danni possibili sia fisici, soprattuto, che di immagine.
Non riesco a fare a meno di notare una similitudine tra quanto successo a Marco Simoncelli quest’anno e lo strano campionato, altalenante tra risultati strepitosi ed incidenti spettacolari ma per fortuna sua senza mai gravi conseguenze, di Lorenzo nel 2009. Ebbene alla fine di quell’anno Lorenzo tirò le somme di quanto fatto e rifletté molto su quanto fare per migliorare la sua situazione di pilota ma soprattutto umana ed emotiva. Il suo carattere e la sua grinta gli stavano dando veramente tanto, ma gli davano anche tanta incognita perchè lui non riusciva a gestirli nelmodo opportuno. Nelle sue dichiarazioni di quei tempi, si capiva che lui non riusciva a mettere a fuoco quello che gli succedeva in quei momenti assurdi in cui gli si “scollegava” il cervello come diceva il buon Cereghini. Non capiva il come ed il perchè gli succedeva questo ma capiva benissimo il pericolo in cui si andava a trovare in quei momenti. Ed è stato lì, in quel momento, che ha deciso, forse consigliato da qualcuno, di fare, durante l’inverno, una preparazione psicologica adeguata per ottenere su se stesso un maggiore autocontrollo ed una migliore gestione delle sue risorse emotive e mentali. Si è fatto aiutare da un preparatore specializzato in questo ed è riuscito nell’intento andando incontro al campionato successivo, 2010, nel migliore dei modi. Al di là della sfortuna di Rossi al Mugello, Lorenzo è stato perfetto per tutta la stagione successiva.
Il povero Marco è stato meno fortunato perchè non è riuscito ad accorgersi in tempo che i suoi errori, causati dalla fretta e dalla voglia di risultati e dalla sua forza fisica che gli permetteva, a volte, di ottemperare a quegli stessi errori più o meno gravi di guida, lo avrebbero portato a rischiare sempre di più. Dopo la polemica di inizio campionato con Lorenzo prima e con Pedrosa poi, lui ha continuato per la sua strada fatta di semplicità e di generosità trovandosi, addirittura, in difficoltà in alcuni momenti, anche solo per fare un semplice sorpasso, per paura di fare male a qualcuno o che venissero fuori altre polemiche.
Per la cronaca, tutti hanno detto di quel famoso sorpasso su Pedrosa che Marco aveva fatto lo “sgambetto” (parola di Cereghini) a Pedrosa, ma in realtà chi ha sbagliato la staccata è stato Pedrosa perchè è andato dritto verso l’interno della curva pensando di chiamarsi Noriuki Haga, e contando di fare poi la curva chissà come visto che in traiettoria si sarebbe poi trovato Marco il quale ha anche fatto una deviazione verso il centro della pista ma non sufficiente per permettere a Pedrosa di starci dentro. Per superare in staccata la devi fare insieme all’altro e poi entrare per primo in curva, punto , oppure ti chiami Haga che quando fa quel tipo di sorpasso entra come è entrato Pedrosa ma riesce a piazzarsi nella corda della curva prima dell’avversario finendo la staccata in piena piega e senza fare danni a nessuno. Invece Pedrosa si è trovato, nella sua improbabile traiettoria, inconcepibile per pensare poi in quelle condizioni di ruscire a fare la curva, Marco, che faceva la sua normalissima traiettoria (come dichiarato dallo stesso in base alla telemetria) , e , grazie anche a quel saltino che gli ha fatto fare l’asfalto non è riuscito a fermarsi in tempo per non speronare Marco. Chiusa la parentesi tecnica, il Sic ha fatto un ottimo campionato dopo quegli spiacevoli processi da parte dei suoi colleghi, fino alla Nuova Zelanda in cui ha battuto in uno stupendo duello Dovizioso.
Domenica scorsa purtroppo, Marco non si è reso conto di nulla, ha solo messo in prima posizione, come ha fatto sempre, la sua caparbietà nel tentativo di rimanere in sella a tutti i costi, dopo che le gomme , come spesso accade ad inizio gara ti tradiscono nel modo più infame e cioè senza preavviso. Per lui la gara era finita, sarebbe caduto come tante altre volte senza conseguenze, ma lui ha voluto continuare, è rimasto il Marco di sempre che non accetta compromessi, dà tutto se stesso, generoso, impavido, ma stavolta,purtroppo ad attenderlo era proprio l’ultimo traguardo della sua vita. Ciao Marco non ti dimenticheremo MAI.

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motogp

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Motogp 2011

Bilancio di questo mondiale. La Honda è al momento la moto più completa ed in mano ad un buon pilota non poteva che vincere ili mondiale. La Yamaha, dopo aver mandato via Valentino Rossi per far spazio al giovane e forte Lorenzo non ha vinto nulla per due motivi: Lorenzo non è un buon tecnico e non ha dato direttive giuste per migliorare la moto del 2010 tant’è vero che ad inizio campionato con il nuovo telaio 2011 non ha fatto buone gare al punto di far rimettere quello dell’anno precedente. A quel punto , essendo la Yamaha, dal punto di vista del motore,  leggermente inferiore alla Honda, infatti i cavalli che venivano chiesti dai piloti non sono mai stati dati loro,  Lorenzo non è stato in grado di fare la differenza per vincere come ha fatto Valentino nei primi anni in cui è stato in Yamaha.

Pedrosa è un puffo presuntuoso e non vincerà mai un mondiale motogp a meno che non scendano con la cilindrata fino 250 cc., allora forse potrà competere ad armi pari con gli altri piloti. Ci ha provato la Honda facendo abbassare la cilindrata da 1000 a 800 con la scusa del risparmio economico, per fare la moto perfetta per il nano, cosa rivelatasi contraria perché per far andare forte come prima le moto di minor cilindrata hanno speso molto di più. Morale della favola … si torna alla 1000 ed il microbo dovrà andare parecchio in palestra e prendersi un bel po’ di anabolizzanti se vuole fare qualcosa, ma soprattutto dovrebbe cambiare manager perché Puig gli ha fatto solo danni, vedi quando si è rotto la mano nella caduta sotto il diluvio quando lui gli dava dei distacchi più bassi della realtà per farlo continuare ad andare forte. Lo ha fatto spesso e Dani lo sa ma lui adora lo stesso il suo manager … fatti suoi.

Simoncelli dovrebbe farsi aiutare per avere un maggiore equilibriio e saggezza mentre è in gara e fare quello che è riuscito a fare Lorenzo tra il 2009 ed il 2010 e cioè calmare la foga . Per il resto è un grande.

Il Dovi mi sembra un nonnetto ci mette una vita a fare tutto, la strategia durante la gara , i sorpassi, se è così lento a venire a capo delle cose forse un giorno o l’altro ci farà entusiasmare un pochino.

Spies è l’unica vera novità di quest’anno : è forte, costante un pilota completo che ha fatto il suo apprendistato e speriamo che nel 2012 ci faccia vedere qualche bello spettacolo.

Valentino Rossi è il più grande solo che la sua voglia di dimostrare che lui è veramente forte, ed avendolo anche dimostrato,  ha fatto sì che in Honda non ci tornerà mai e non ci potrà tornare mai. In Yamaha probabilmente anche, perché, di sicuro non essendo stato trattato con la dovuta riconoscenza, per il fatto di aver creato una moto eccezionale da una motozappa quale era quella che ha ereditato dai piloti precedenti, lui non ci vuole assolutamente tornare anche se guidare quella moto forse gli piacerebbe ancora e gli darebbe ancora chance di vittoria ma le minestre riscaldate non piacciono a nessuno. Ergo lui deve per forza rimanere in Ducati con la speranza che gli diano nel 2012 una moto come la vuole lui. Se in Ducati hanno ambizioni di vittoria devono fare la moto come piace al pilota. Altrimenti ci giochiamo Valentino Rossi perché non vedo altre moto concrete per la vittoria di un mondiale.

Speriamo bene perché la motogp di quest’anno è stata veramente patetica. Se leviamo i duelli per le posizioni di rincalzo non si è visto granchè, dopo qualche giro sembrava di vedere una gara di formula 1.

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Caro Alemanno

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Hai ragione a dire che gli indignati sono i cittadini della città eterna, ma indignati contro chi? Contro un gruppo di delinquenti organizzati che si presentano ad ogni occasione per creare distruzione indiscriminata e fare razzie, guarda caso,  proprio nei negozi del centro anche loro simbolo del consumismo e della globalizzazione che i manifestanti nonché cittadini onesti di tutto il mondo stanno combattendo in modo pacifico? Si sicuramente, ma c’è qualcosa di più. Quando si sente parlare di “tolleranza zero” verso gli imbrattatori con le bombolette spray oppure con chi per farsi pubblicità, sporca le strade con dei volantini di carta, la sanzione per il quale reato è di 400 euro a volantino disperso per la strada, ci si chiede se questa determinazione sia il caso di dirottarla soprattutto verso questi criminali che distruggono tutto e provocano danni  ingenti a cose e persone. E’ palese la loro disonestà nel nascondersi dietro alle motivazioni importanti e vitali per la nuova coscienza che sta prendendo il mondo dopo tutto quello che il capitalismo indiscriminato ha causato. Ma questa disonestà non è pilotata da una demagogia che progetta azioni mirate a chissà quale obiettivo sociale o politico. No, sono solo delinquenti intelligenti e furbi che si organizzano su internet e si divertono ogni volta che se ne presenta l’occasione.

Ed è per questi motivi, appunto,  che l’indignazione va soprattutto contro tutto ciò che non è stato capace di fermare questi barbari , anche se stavolta, contrariamente all’ultima, gli sciagurati non sono riusciti ad arrivare al centro ed in prossimità dei punti strategici delle nostre istituzioni. Forse è solo per quest’ultimo motivo che si è riusciti a raggiungere un obiettivo almeno parziale. Ma tutto quello che hanno fatto nei quartieri dove tutto è iniziato e cioè una vera e propria guerriglia è inaudito che glielo sia stato permesso. Si sapeva che sarebbero arrivati ….. e allora perché non si è istituito un controllo nei punti di avvicinamento all’appuntamento prima che si raggruppassero e si organizzassero? Come fanno a passare inosservati con tutta l’attrezzatura che hanno nelle borse e negli zaini per non parlare magari di mezzi collocati precedentemente in prossimità dei luoghi di azione pieni di spranghe di ferro ed altro. Loro comunicano tramite internet e quindi si poteva sapere benissimo quanti erano e come si organizzavano.  E comunque complimenti a loro per come combattono, seguendo tecniche precise di guerriglia : attaccano tutti in gruppo compatti, colpiscono e poi si ritirano e si sparpagliano. E le nostre forze dell’ordine che cosa hanno fatto oltre a quegli stupidi caroselli con i furgoni blindati, così poco maneggevoli,  con il rischio di ucciderne qualcuno che fosse finito sotto le ruote per peggiorare poi le cose? La dimostrazione dell’inefficienza di tali azioni sta nel fatto che una volta che il blindato veniva fermato, o da una causa accidentale o dagli stessi delinquenti, gli occupanti dovevano scappare rischiando moltissimo ed abbandonarlo …. Che tanto poi il blindato lo paghiamo noi …..

Sono solo delinquenti che abbinano alla crisi di governo, come l’ultima volta, o al calcio con le opposte tifoserie (vedremo stasera con il derby delle romane), nel quale ambito le forze dell’ordine sono forse un poco più preparate, o alla protesta contro il capitalismo come in questo caso.

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chi sono i politici….

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E’ un gruppo,un gruppo molto grosso, di persone capaci e devo dire, molto bravi, a fare salotto, tanti pettegolezzi dell’uno e dell’altro, in più quando si uniscono tutti nelle loro Camere, c’è chi dorme, chi parla di come hanno mangiato la sera precedente in un ristorante prestigioso, chi si scaccola il naso, chi legge riviste ecc..ecc. Una cosa non sanno…LORO NON POSSONO FARE SENZA DI NOI…ma NOI POSSAMO FARE SENZA DI LORO.

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sulla legge bavaglio

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Tanti stanno parlando di questa fatidica legge “bavaglio” ed il fatto di chiamarla così la dice tutta riguardo alla strumentalizzazione che si sta facendo di tale argomento. Certo che se viene fatta una legge che proibisce a chi si occupa di dare notizie di dare le notizie è grave, perché starebbe a significare che non c’è libertà di informazione e questo, in una democrazia che si voglia far considerare tale, non è ammissibile. Ma di cosa si tratta? Di che parla questa legge soprannominata “legge bavaglio”. Sembra che parli di regolamentare tutta la faccenda delle intercettazioni telefoniche fatte dai zelanti, a volte a senso unico, PM i cui contenuti, regolarmente giorno per giorno finiscono sulle prime pagine dei giornali. Si parla di regolamentare e non di proibire di far dare le notizie. Regolamentare sia i metodi di intercettazione, anche se delle regole a riguardo già esistono ma non vengono rispettate, vedi il fatto che viene intercettato il presidente del consiglio. Cosa questa proibita dalla legge per un motivo semplicissimo e forse non solo per questo, per il quale, per esempio, un qualsiasi personaggio vicino a chi effettua le intercettazioni, tenendo sotto controllo il capo del governo, potrebbe organizzare un colpo di stato, oppure tradire la nazione passando informazioni ad un altro stato. Di questa cosa non si preoccupa nessuno, a patto che il gioco venga svolto solo in questo modo. Ma la scusa che il capo del governo potrebbe diventare ricattabile, come dice un famoso giornalista, in seguito alle sue attività di intrattenimento con donne consenzienti nella sua casa, è invece plausibile ed è quindi giustificabile agli occhi di tutti il fatto che lui debba essere controllato per il bene del paese. Questi paladini della patria sono tanto ipocriti quanto sfacciati ma stanno purtroppo dalla stessa parte e pare ormai che in Italia l’unico vero potere è nelle loro mani. L’atteggiamento da sceriffi dei PM indagatori, anche se c’è da dire che loro stanno seminando paura anche nelle fila del partito più importante dell’opposizione, i giornali faziosi, i giornali di proprietà del peggior nemico di Berlusconi che tutto quello che fa, lo fa, anche lui, per il bene del paese e non certo per il suo tornaconto, forse è per questo che per continuare a farlo si è iscritto al PD nonostante sia un capitalista come tanti altri, stanno facendo una campagna da molto tempo solo ed esclusivamente per motivi politici: il loro motto è “eliminare il nemico numero uno, Silvio Berlusconi” .

Questa legge dovrebbe tutelare tutte quelle persone che vengono intercettate e che non c’entrano nulla con il vero destinatario delle motivazioni di tali azioni ed anche quest’ultimo dovrebbe essere tutelato con una regolamentazione dell’uso di tali strumenti. Solo alla fine del processo si vedrà se è colpevole o se rimane innocente come presunto fin dall’inizio secondo i principi della nostra democrazia. Ma viene il sospetto che l’obiettivo non sia di mettere in galera un delinquente ma sia di eliminarlo prima in modo mediatico per poi cancellarlo politicamente. Il fatto di contare molto sul processo mediatico e non su quello legale fa pensare che quello che conti, nel caso per esempio, del presidente del consiglio, sia proprio questo.

Comunque, al di là dell’uso delle intercettazioni, quello che è grave è che, a volte, giustificati dalle supposizioni riguardo ad eventuali intenzioni dei controllati, scaturite dall’interpretazione dei contenuti delle stesse intercettazioni ,in modo spesso immotivato ed indiscriminato come hanno poi dimostrato in parecchi casi i fatti, quello o quell’altro personaggio, del quale, nel frattempo, anche le cose più private sono già state sbattute in piazza, vengono gettati sulle pagine dei giornali che li infangano fino a mandarli in rovina. Purtroppo vi sono molti casi di persone rovinate da tale attività. Per le quali non si è poi proceduto a nulla per l’inconsistenza o l’inesistenza dei fatti. E’ pur vero che le intercettazioni sono state determinanti per scoperchiare intere organizzazioni criminali in qualsiasi posto d’italia. Ma serve in ogni caso una legge più precisa rispetto alle regole che esistono tuttora. Ma tutti gridano al bavaglio senza riuscire, sganciandosi dalla voglia di strumentalizzare, ad essere obiettivi ovviamente perché stanno tutti dalla stessa parte. Negli Stati Uniti, dove esiste una grande considerazione per la libertà di informazione, non viene assolutamente punito il giornalista che pubblica le notizie ma, in certi casi, il magistrato che l’ha fatte trapelare se ciò è avvenuto.

Quello che è strano che poi la libertà di informazione è valida per quelli che parlano solo da una parte perché chi la pensa diversamente non si deve nemmeno permettere di dare notizie che infanghino chicchessia, anche se vere o già scritte in sentenze di tribunali, o facenti parte di cronaca datata, straconosciuta , perché poi a loro gli arrivano i controlli e le mega perquisizioni nella redazione del quotidiano. O addirittura tentano di sparargli…..

Oppure vengono processati perché hanno pubblicato una, dico una, intercettazione.

Purtroppo il bavaglio c’è già e non lo portano certo quelli che si lamentano tanto di non volerlo!

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