Tanti stanno parlando di questa fatidica legge “bavaglio” ed il fatto di chiamarla così la dice tutta riguardo alla strumentalizzazione che si sta facendo di tale argomento. Certo che se viene fatta una legge che proibisce a chi si occupa di dare notizie di dare le notizie è grave, perché starebbe a significare che non c’è libertà di informazione e questo, in una democrazia che si voglia far considerare tale, non è ammissibile. Ma di cosa si tratta? Di che parla questa legge soprannominata “legge bavaglio”. Sembra che parli di regolamentare tutta la faccenda delle intercettazioni telefoniche fatte dai zelanti, a volte a senso unico, PM i cui contenuti, regolarmente giorno per giorno finiscono sulle prime pagine dei giornali. Si parla di regolamentare e non di proibire di far dare le notizie. Regolamentare sia i metodi di intercettazione, anche se delle regole a riguardo già esistono ma non vengono rispettate, vedi il fatto che viene intercettato il presidente del consiglio. Cosa questa proibita dalla legge per un motivo semplicissimo e forse non solo per questo, per il quale, per esempio, un qualsiasi personaggio vicino a chi effettua le intercettazioni, tenendo sotto controllo il capo del governo, potrebbe organizzare un colpo di stato, oppure tradire la nazione passando informazioni ad un altro stato. Di questa cosa non si preoccupa nessuno, a patto che il gioco venga svolto solo in questo modo. Ma la scusa che il capo del governo potrebbe diventare ricattabile, come dice un famoso giornalista, in seguito alle sue attività di intrattenimento con donne consenzienti nella sua casa, è invece plausibile ed è quindi giustificabile agli occhi di tutti il fatto che lui debba essere controllato per il bene del paese. Questi paladini della patria sono tanto ipocriti quanto sfacciati ma stanno purtroppo dalla stessa parte e pare ormai che in Italia l’unico vero potere è nelle loro mani. L’atteggiamento da sceriffi dei PM indagatori, anche se c’è da dire che loro stanno seminando paura anche nelle fila del partito più importante dell’opposizione, i giornali faziosi, i giornali di proprietà del peggior nemico di Berlusconi che tutto quello che fa, lo fa, anche lui, per il bene del paese e non certo per il suo tornaconto, forse è per questo che per continuare a farlo si è iscritto al PD nonostante sia un capitalista come tanti altri, stanno facendo una campagna da molto tempo solo ed esclusivamente per motivi politici: il loro motto è “eliminare il nemico numero uno, Silvio Berlusconi” .
Questa legge dovrebbe tutelare tutte quelle persone che vengono intercettate e che non c’entrano nulla con il vero destinatario delle motivazioni di tali azioni ed anche quest’ultimo dovrebbe essere tutelato con una regolamentazione dell’uso di tali strumenti. Solo alla fine del processo si vedrà se è colpevole o se rimane innocente come presunto fin dall’inizio secondo i principi della nostra democrazia. Ma viene il sospetto che l’obiettivo non sia di mettere in galera un delinquente ma sia di eliminarlo prima in modo mediatico per poi cancellarlo politicamente. Il fatto di contare molto sul processo mediatico e non su quello legale fa pensare che quello che conti, nel caso per esempio, del presidente del consiglio, sia proprio questo.
Comunque, al di là dell’uso delle intercettazioni, quello che è grave è che, a volte, giustificati dalle supposizioni riguardo ad eventuali intenzioni dei controllati, scaturite dall’interpretazione dei contenuti delle stesse intercettazioni ,in modo spesso immotivato ed indiscriminato come hanno poi dimostrato in parecchi casi i fatti, quello o quell’altro personaggio, del quale, nel frattempo, anche le cose più private sono già state sbattute in piazza, vengono gettati sulle pagine dei giornali che li infangano fino a mandarli in rovina. Purtroppo vi sono molti casi di persone rovinate da tale attività. Per le quali non si è poi proceduto a nulla per l’inconsistenza o l’inesistenza dei fatti. E’ pur vero che le intercettazioni sono state determinanti per scoperchiare intere organizzazioni criminali in qualsiasi posto d’italia. Ma serve in ogni caso una legge più precisa rispetto alle regole che esistono tuttora. Ma tutti gridano al bavaglio senza riuscire, sganciandosi dalla voglia di strumentalizzare, ad essere obiettivi ovviamente perché stanno tutti dalla stessa parte. Negli Stati Uniti, dove esiste una grande considerazione per la libertà di informazione, non viene assolutamente punito il giornalista che pubblica le notizie ma, in certi casi, il magistrato che l’ha fatte trapelare se ciò è avvenuto.
Quello che è strano che poi la libertà di informazione è valida per quelli che parlano solo da una parte perché chi la pensa diversamente non si deve nemmeno permettere di dare notizie che infanghino chicchessia, anche se vere o già scritte in sentenze di tribunali, o facenti parte di cronaca datata, straconosciuta , perché poi a loro gli arrivano i controlli e le mega perquisizioni nella redazione del quotidiano. O addirittura tentano di sparargli…..
Oppure vengono processati perché hanno pubblicato una, dico una, intercettazione.
Purtroppo il bavaglio c’è già e non lo portano certo quelli che si lamentano tanto di non volerlo!
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